
Nella polizza vita, una delle scelte più rilevanti riguarda la designazione del beneficiario: cioè la persona, o le persone, che riceveranno il capitale assicurato in caso di decesso dell’assicurato. È importante comprendere che questa scelta, pur avendo effetti importanti a livello successorio e patrimoniale, non coincide automaticamente con gli eredi legittimi secondo le norme sulla successione. Conoscere le regole che disciplinano la designazione del beneficiario aiuta a evitare contestazioni future e a tutelare al meglio i propri cari.
Chi può essere indicato come beneficiario in una polizza vita
Il contraente (chi stipula il contratto) ha piena libertà di designare uno o più beneficiari in una polizza vita. Tra i soggetti che possono essere indicati ci sono:
- Il coniuge o partner;
- I figli (anche minorenni);
- Altri familiari (fratelli, nipoti, genitori);
- Persone non imparentate (amici, conviventi, partner);
- Enti, fondazioni o organizzazioni non profit;
- Società o soggetti giuridici.
La designazione può essere fatta in modo nominativo (ad esempio “Mario Rossi”) oppure generico, ad esempio “i miei figli” o “i miei eredi”, purché chiarisca in modo sufficiente chi debba ricevere l’indennizzo.
Il beneficiario della polizza vita può non essere erede?
Sì: il beneficiario di una polizza vita può essere una persona diversa dagli eredi legittimi o testamentari. La legge riconosce infatti che la somma assicurata non rientra automaticamente nell’asse ereditario del contraente, ma viene erogata direttamente ai beneficiari designati. Ciò significa che la nomina di beneficiario prevale sulle regole ordinarie di successione e non è necessario che il beneficiario sia un erede legittimo.
Questo aspetto è uno dei motivi per cui molte persone utilizzano la polizza vita come strumento di pianificazione patrimoniale e tutela economica dei propri cari.
Polizza vita e successione: cosa succede legalmente
Dal punto di vista giuridico e fiscale, la designazione di un beneficiario in una polizza vita comporta alcune conseguenze importanti:
- Esclusione dall’asse ereditario
Il capitale della polizza vita non entra nella massa ereditaria del contraente e quindi non è soggetto alle regole ordinarie di divisione tra eredi. - Esenzione dall’imposta di successione
Secondo la normativa vigente, le somme erogate ai beneficiari designati non sono soggette all’imposta di successione. Questo rappresenta un vantaggio rispetto ad altri beni patrimoniali, che invece concorrono alla formazione dell’asse ereditario tassabile. - Diritto proprio del beneficiario
Il beneficiario acquisisce un diritto autonomo sulla prestazione assicurativa, che non dipende dal diritto a ereditare altri beni del contraente.
Queste caratteristiche rendono la polizza vita uno strumento utile per garantire liquidità immediata ai destinatari senza dover attendere la conclusione dell’iter successorio.
E se il beneficiario della polizza vita muore prima dell’assicurato?
Si possono verificare due scenari:
- È stato indicato un beneficiario successivo (o sostitutivo)
In questo caso, al momento della morte dell’assicurato, la somma viene erogata al beneficiario successivo già designato. - Non è stato indicato un beneficiario successivo
Se il beneficiario originario è premorto e non sono state stabilite alternative, la legge prevede che la somma spetti agli eredi del beneficiario premorto (secondo le regole della rappresentazione), e non automaticamente agli eredi del contraente.
È quindi consigliabile indicare beneficiari alternativi quando possibile, per evitare incertezze o ritardi nella liquidazione.
Come scegliere correttamente i beneficiari nella polizza vita
Ecco alcuni consigli per fare una scelta ponderata e funzionale alle proprie esigenze:
- Valuta chi dipende economicamente da te: individua chi potrebbe subire un danno economico in caso di decesso e chi desideri tutelare.
- Considera cambiamenti futuri: eventi come nascite, separazioni, nuovi partner o gravi malattie possono rendere necessario rivedere i beneficiari.
- Aggiorna la designazione nel tempo: la vita cambia e la polizza vita può essere modificata con una comunicazione scritta all’assicuratore.
- Indica nominativi precisi quando opportuno: riduce interpretazioni ambigue (ad esempio includendo nome, cognome e codice fiscale).
- Valuta beneficiari multipli: puoi distribuire il capitale tra più persone con percentuali di ripartizione.
Una gestione attiva della designazione nel tempo aiuta a evitare controversie tra familiari e a garantire che i tuoi desideri vengano rispettati.
Tutela dei propri cari: come Genertel supporta il contraente
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- Designare uno o più beneficiari (coniuge, figli, persone non eredi, enti) in modo flessibile;
- Modificare la designazione nel tempo secondo le tue esigenze;
- Personalizzare importo e durata della copertura, scegliendo soluzioni adatte alle tue necessità;
- Gestire la polizza e i beneficiari in autonomia e in sicurezza, grazie a strumenti chiari e digitali.
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FAQ
Posso cambiare beneficiario dopo aver stipulato la polizza?
Sì, nella maggior parte dei casi puoi modificare il beneficiario in qualsiasi momento tramite comunicazione scritta all’assicurazione.
Il beneficiario deve essere un erede legittimo?
No. Il beneficiario può essere chiunque tu scelga, anche se non è un erede legittimo.
Cosa succede se non indico alcun beneficiario?
In assenza di designazione, la somma può rientrare nel patrimonio del contraente e quindi seguire le regole ordinarie di successione.
La polizza vita è tassata nella successione?
Le somme percepite dai beneficiari designati non sono soggette all’imposta di successione, rappresentando un vantaggio fiscale.